DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI BRASILE. NOTE DA E PER UN VIAGGIO BREVE

Dici ‘Brasile’, e già ti si para davanti agli occhi un’immagine preconfezionata stretta entro i margini squadrati di una cartolina. Palme, frutta, sole e spiagge sconfinate. Corpi torniti, cerette impeccabili, danze spensierate e cocktail zuccherati. Natura lussureggiante, genti senza tempo, bambini seminudi che giocano a pallone o che scorrazzano ai margini di una favela. Anche se non abbiamo fatto niente, queste immagini sono in un certo senso già presenti, nella nostra testa, come lo sono – in Windows – le immagini salvaschermo.

Eppure: di cosa parliamo, davvero, quando parliamo di Brasile? Parliamo di tutto questo – di una sequenza di fondali Instagram e di stati d’animo stereotipati – oppure, oltre alle palme, c’è di più?

L’ibrido che state per leggere, un po’ “reportage” (tra molte virgolette) e un po’ piccola guida di viaggio fatta in casa, è rivolto a tutti coloro che vogliono provare ad esplorare ciò che sta oltre ai margini di quella famosa cartolina chiamata ‘Brasile’ che qualcuno o qualcosa ci ha in un certo senso “installato” dentro. Se quella cartolina ti va un po’ stretta, se anche per questo hai deciso di affrontare questo paese enorme, e se vuoi provare ad allargare il tuo sguardo su ciò che questo continente contiene, quello che segue potrebbe essere di tuo interesse.

Con una premessa ovvia: non c’è naturalmente nulla di più assurdo e presuntuoso che pretendere, in due settimane di viaggio e con qualche scarna lettura di background schiacciata tra le mille altre incombenze della vita quotidiana, di capire realmente qualcosa del quinto stato al mondo per estensione (nonché settimo per numero di abitanti). Spero però che questo resoconto ti potrà essere comunque utile per capire come provare a tirar fuori da questi fatidici quindici o venti giorni di viaggio quanto di più, e quanto di meglio.

Nota per la lettura: il viaggio è stato svolto in coppia (33 e 32 anni), nelle settimane centrali dell’agosto del 2019, prenotando quasi tutto online in autonomia tra marzo ed aprile. Abbiamo alloggiato in strutture diverse (ostelli, ‘pousade’, B&B, hotel), cercando di spendere il giusto ma garantendoci anche un minimo sindacale di comfort (camera doppie con bagno privato). Ci siamo affidati per prenotazioni e recensioni al controverso ma efficiente Booking.com, e per il resto prevalentemente a Wikitravel, alla Lonely Planet e ai forum TripAdvisor (versioni in inglese). Così facendo, seguendo questo itinerario (con tutti questi – inevitabili – voli interni) in questa stagione, sappi che difficilmente riuscirai a cavartela spendendo molto meno di 1.800 euro a testa.

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2 risposte a "DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI BRASILE. NOTE DA E PER UN VIAGGIO BREVE"

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